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9 febbraio 2016

Ciambella al caffè con amaranto e nocciole


Penso che seguire l'istinto in ogni momento sia necessario per mantenere in vita un blog, andare avanti senza seguire schemi. Cuore di Sedano non nasce solo come un ricettario personale, segue un'ampia scelta di varietà assecondando l'intuito e non in base a periodicità. Non c'è da stupirsi, se durante le ricorrenze non c'è presenza di ricette tipicamente riconducibili al periodo, ma neanche del contrario. Sin dall'inizio, le pubblicazioni sono del tutto casuali, qualche preparazione di famiglia - orgogliosa del garbo innato della mia mamma, poi il resto delle realizzazioni è affidato alla sperimentazione. Ogni ricetta utile è custodita nella mente, tanti insegnamenti, con la fortuna di acquisire determinate conoscenze, per un riporto nella piena sicurezza. Le Ricette Gioiello appartengono a tutto ciò che di prezioso può essere tramandato, quelle speciali, scritte sulle pagine ingiallite di quadernino a quadretti piccoli, che si mantengono nel tempo. Ma, tradizione e innovazione sono inseparabili, quando si ha la curiosità di conoscere,  l'elaborazione fa da guida verso la scoperta del nuovo. 


Dal Ricettario di Cuore di Sedano...
Prima di introdurre la scoperta del momento (un nuovo ingrediente da utilizzare nelle ricette), ecco come nasce la ricetta della Ciambella al caffè con amaranto e nocciole. Il punto di partenza è sempre l'intuito, che si trasforma in ciò che si vuole e come ottenere un risultato soddisfacente. In questo caso specifico, si inizia il lavoro da una ricetta "propria" - non a caso da una ricetta tradizionale della mamma - con la sostituzione di vari ingredienti, adattandola al volume dello stampo. I calcoli matematici sono essenziali, indispensabili per una buona riuscita, specie se si tratta di dolci dove il tutto è pesato minuziosamente. Il punto di incontro tra tradizione e innovazione arriva con la freschezza degli abbinamenti, osando senza timore, con prove e riprove se necessarie; ogni risultato raggiunto, uguale a quello sperato o diversamente apprezzabile, sarà sempre una grande soddisfazione! Una volta riusciti negli intenti, diventerà indispensabile creare dei nuovi sapori, personalizzare le proprie ricette rappresenterà una valida ragione. 
Ogni scoperta sarà una piacevole conquista per continuare entusiasmo...


Alla scoperta di un nuovo ingrediente:
l'Amaranto
L'amaranto non è un cereale, originario dell'America centrale, ha origini antiche, sacro per Atzechi e Inca, simboleggia l'amicizia. La pianta di amaranto è diverse specie, appartiene alla famiglia delle Amarantacee, privo di glutine (gluten-free) quindi adatto per chi ha intolleranze. L'uso è simile ai cereali, ricco di proteine, contiene la lisina, aminoacido essenziale scarso negli altri cereali. Inoltre, la presenza di fibre, ferro, sali minerali, calcio e fosforo, rendono il prodotto estremamente interessante. Si presenta a forma di piccoli grani tondi, racchiusi in spighe rosso porpora, usate anche a scopo ornamentale. E' molto nutriente, il suo utilizzo ideale è in abbinamento ad altri cereali, ha un sapore piacevole, dolciastro e simile alla nocciola, la sua farina è impiegata nella preparazione di ricette sia dolci che salate e prodotti da forno. Tuttavia, non avendo glutine ha minore potere di lievitazione, per cui nella panificazione è meglio miscelarla con farine di frumento o cereali glutinati (farro).


Come si usa
L'amaranto può essere utilizzato nella realizzazione di molte ricette, si può consumare: intero, soffiato, con cottura e associato ad altri cereali (zuppe, minestre, dessert, bevande, altro), oppure sotto forma di farina nelle preparazioni da forno. L'amaranto in chicchi e la farina di amaranto si trovano nei negozi specializzati di prodotti bio, mentre per la preparazione della farina homemade, bisogna tostare i chicchi in una pentola e poi tritarli finemente in un mixer. 
Vi svelo un segreto... per rendere più facile e veloce l'operazione, ho tritato direttamente l'amaranto soffiato, ottenendo così una farina di amaranto finissima, quasi impalpabile.


Ciambella al caffè con amaranto e nocciole

"Una ciambella particolare, morbida e avvolgente, ricca di aromi gradevoli, dal gusto intenso di caffè e nocciole. Il dolce ideale per chi ama una golosa novità!"

Ingredienti

100 g di farina bio
30 g di amaranto 
20 g di cacao amaro in polvere
50 g di zucchero semolato
50 g di zucchero di canna
2 uova
40 ml di olio di semi
20 g di granella di nocciole tostate
1/2 bicchiere di latte
1 tazzina di caffè ristretto
qualche cucchiaio di rum
1/2 bustina di lievito per dolci
Glassa al caffè:
50 g di zucchero a velo
1/4 di tazzina di caffè
Per decorare e per la farcia:
200 ml di panna 
qualche cucchiaino di caffè

Attrezzature utili: stampo ciambella Morning Cake Fancy&Function Silikomart


Procedimento

Preriscaldare il forno a 170° C.
In una ciotola setacciare le farine, il cacao amaro e il lievito.
In un'altra ciotola, con le fruste o sbattitore elettrico, montare le uova con lo zucchero semolato e lo zucchero di canna, fino a ottenere un composto spumoso. Aggiungere l'olio a filo e, incorporare gli altri ingredienti, alternandoli i secchi ai liquidi, delicatamente senza smontare il composto. Infine, unire la granella di nocciole e versare nello stampo per ciambella imburrato e infarinato. Cuocere nel forno caldo (170° C) per 30- 40 minuti circa. Una volta sfornata la torta, lasciare raffreddare nello stampo prima di sformare e porre su gratella.
Per la glassa al caffè, in una ciotolina mescolare lo zucchero a velo con il caffè, affinchè il composto risulti denso.
A parte, in una ciotola capiente montare la panna aromatizzata con il caffè. Trasferire la panna in una sacca à poche munita di bocchetta a stella chiusa.
Tagliare la ciambella in due parti. Farcire il primo disco della ciambella con uno strato di glassa al caffè, continuando sopra con una parte di panna aromatizzata. Chiudere sovrapponendo l'altro disco e con la panna restante formare dei riccioli decorativi ai bordi, cospargendo il centro con granella di nocciole. Prima di servire, mettere la ciambella in frigo, il tempo necessario per compattare.



Pubblicato da Seddy

Ciambella al caffè con amaranto e nocciole

8 febbraio 2016

Tiramisù Classico con uova pastorizzate


Tiramisù classico: un dolce della pasticceria italiana, raffinato e dall'aroma gradevole. Una meraviglia di cremosità tutta da gustare, da servire come dessert - oppure nelle occasioni speciali. Una ricetta molto versatile, che consente di creare delle varianti seguendo i gusti personali e la fantasia. La versione con la presenza delle uova pastorizzate è una proposta diversa da quella tradizionale, perfetta per consentire una maggiore sicurezza nell'utilizzare uova non crude. Il procedimento per ottenere la base pastorizzata è molto facile, basta preparare uno sciroppo di zucchero, semplicemente utilizzando un termometro per la misurazione dei gradi della temperatura. Ottima la crema tiramisù, che risulterà morbida con l'aggiunta della panna montata e al contempo ben consistente, senza bisogno di alcuna gelatina alimentare. Un metodo infallibile per ottenere un tiramisù magnifico a colpo sicuro.


Tiramisù Classico con uova pastorizzate

Ingredienti

1 pacco di savoiardi da 300 g
Per la bagna:
300 ml di caffè ristretto
1 cucchiaio di acqua
1 cucchiaio di zucchero
Per la base tiramisù pastorizzata:
55 g di tuorli (3 tuorli di uova medie)
106 g zucchero semolato
31 ml di acqua
Per la crema tiramisù: 
Base pastorizzata
250 g di mascarpone
200 g di panna
rum, a piacere
Per spolverizzare:
cacao amaro q.b.
cioccolato fondente grattugiato

Attrezzature utili: vassoio Garcon della linea Sweetable Pavonidea


Procedimento


Per la base tiramisù pastorizzata, preparare lo sciroppo di zucchero che servirà per la pastorizzazione delle uova. In un pentolino mettere lo zucchero con l'acqua, cuocere fino al raggiungimento della temperatura di 121° C ( per questa operazione è necessario munirsi di un termometro alimentare). In una ciotola, iniziare a montare i tuorli e versare lo sciroppo caldo, continuando a montare il composto per 10 minuti, affinchè diventi bianco e spumoso, per un completo raffreddamento. Modalità necessaria per la pastorizzazione dei tuorli. Per qualche minuto, porre il composto in frigo per qualche minuto.
Per la crema tiramisù, unire il mascarpone al composto dei tuorli pastorizzati, aggiungere la panna montata  e infine il rum a piacere. Mescolare delicatamente dal basso verso l'alto per non smontare il composto cremoso.
In un vassoio rettangolare,  porre un strato di savoiardi bagnati nel caffè (con acqua e zucchero) senza inzupparli troppo. Disporre sopra uno strato di crema tiramisù, livellandola con una spatola. Alternare con un altro strato di savoiardi imbevuti nel caffè e per finire un altro strato di crema. Spolverizzare con il cacao amaro e cospargere con del cioccolato fondente grattugiato. Prima di servire, tenere qualche ora in frigirifero per compattare bene il tiramisù. 
Note:  per ottenere la dosi esatte della base titamisù pastorizzata, attenersi al ricettario di Montersino, con le rispettive proporzioni di tutti gli ingredienti in base al peso dei tuorli, adattandola alle proprie esigenze.




Pubblicato da Seddy

Tiramisù Classico con uova pastorizzate

5 febbraio 2016

Pensieri a Spasso sul Lago di Iseo


E' trascorso un mese dall'ultima partenza. Ogni viaggio, comincia sempre con entusiasmo, porta alla scoperta di luoghi sconosciuti e straordinari da visitare, contemplando bellezze e vivendo emozioni irripetibili. Questa volta, si tratta di percorrere l'Italia in lungo prima di arrivare a Iseo.

L'inizio dell'anno e le festività trascorrono inosservate, tra giorni grigi e umori altalenanti, ma un viaggio, breve o lungo che sia, riesce ad alleggerire la mente.


Un posto completamente nuovo, per ritemprare il corpo e lo spirito. Come ogni novità, Iseo è apparso subito bello ai miei occhi, mentre i pensieri si specchiavano a lungo nel luccichio delle sue acque, con la sicurezza di un privileggio nel visitare un luogo splendido di villeggiatura.

Iseo si estende a pochi passi da Brescia, la prima vista al centro storico, percorrendo la via che conduce nella piazza centrale. Caratteristici i vicoli e la abitazioni basse, da sottolineare l'ordine e l'estrema cortesia.



Il centro storico medievale, ruota attorno piazza Garibaldi, su cui si affacciano case porticate, oltre al palazzo Vantini (municipio), realizzato dall’architetto bresciano nel 1854.

La piazza centrale è arricchita da un monumento dedicato all’eroe dei due mondi attribuito all’opera di Bordini
 
Sembra ormai impossibile ammirare Iseo soleggiato, il clima è freddo durante i pochi giorni di sosta che trascorrono uggiosi. Piacevoli le passeggiate in compagnia e, per favorire il calduccio, gustare una cioccolata calda è d'obbligo.



Sul porto si trova piazza Gabriele Rosa, con un monumento dedicato all’uomo politico e letterato che nacque proprio a Iseo.
  





Il campanile romanico al centro della facciata della Pieve di Sant’Andrea domina un groviglio di vicoli. Una leggenda narra che la pieve sia stata fondata dal vescovo di Trento, San Virgilio. Edificio ricostruito e ampliato successivamente su progetto del Vantini. Al centro della facciata sorge il campanile del 1325, alla sua destra propone al visitatore la notevole arcata gotica di Giacomo Oldofredi. All’interno la struttura presenta affreschi di Angelo Inganni e l’Arcangelo Gabriele di Hayez.

 
   
Vicino, la chiesa barocca di S. Giovanni, costruita nel XVIII sec. al posto dell’antico Battistero. 
 
 

Dalla piazza si scorge il timpano curvo della chiesetta di S. Maria del Mercato o degli Oldofredi, che coserva affreschi collocabili fra 1300 e 1500. Mentre, in posizione eminente sorge il castello Oldofredi (XI secolo), ora adibito a moderno luogo di cultura. 

 
Nei pressi del castello sorge il Santuario della Madonna della Neve, costruzione che risale al '600.


In lontananza, tra la foschia, dalle sponde del lago si scorge Monte Isola, "la perla del lago di Iseo"; si raggiunge in traghetto ed è considerata l'isola lacustre più grande d'Italia, dell'Europa meridionale e centrale. 
 
 
Sebbene il periodo dell'anno ideale per una vacanza sul lago sia quello primaverile ed estivo, bisogna ammettere che durante l'inverno il panorama rimane ancora più suggestivo, rendendo Iseo un posto stupendo da visitare.

A presto con un'altra meta e appunti di viaggio...

Pubblicato da Seddy

Pensieri a Spasso sul Lago di Iseo

3 febbraio 2016

Snack al cioccolato


L'attesa pausa pomeridiana arriva, con la proposta di un dolce snack goloso, per l'appuntamento Afternoon Break! Deliziose barrette al cioccolato, a base di riso soffiato, cioccolato e miele, estremamente facili da preparare e adatte anche ai meno esperti. Un dessert versatile, semplice e veloce da realizzare - la combinazione di pochi ingredienti, per un attimo di gusto perfetto da non lasciarsi sfuggire!


Prova una variante!
Diverse sono le versioni in base alle preferenze, con la possibilità di adattarle ai gusti sostituendo il cioccolato fondente con il cioccolato al latte o il cioccolato bianco.
A piacere, si può sostituire il riso soffiato con della granella di frutta secca.


Snack al cioccolato


Ingredienti

Per 8 barrette:
125 g di cioccolato fondente
25 g di riso soffiato
1 cucchiaino di miele

Attrezzature utili: Stampo My Snack Easy Choc by Silikomart


Procedimento
Spezzettare grossolanamente il cioccolato con un coltello, disporre in un pentolino e farlo fondere a bagnomaria. 
Togliere dal fuoco e aggiungere il miele, mescolando per ben distribuirlo. Aggiungere alla preparazione il riso soffiato, fare in modo che il composto al cioccolato avvolga bene i chicchi di riso. 
Collocare nelle cavità dello stampo e lasciare consolidare completamente il composto, anche in frigo per accelerare l’operazione. A tempo debito riprendere lo stampo, estraendo delicatamente ogni barretta.

Consigli & Segreti
Si possono conservare in un contenitore chiuso in frigorifero per qualche giorno.



Pubblicato da Seddy

Snack al cioccolato

22 gennaio 2016

Torta Jolanda


L' eleganza nello stile e nel fascino di una donna, è  l'unica vera bellezza che non sfiorisce mai.
La ricetta di questo dolce è strettamente personale, la torta Jolanda, non potrà mai chiamarsi diversamente. Una ricetta d'oltreoceano, amorevolmente scritta a mano su un fogliettino volante, lasciata così, sul tavolo di una casa al mare prima della partenza - a volte la vita sa essere ingiusta. Un dono speciale e il piacere di condividerlo con tutto il cuore, può rappresentare un gesto di autentico affetto.


La ricetta della Torta Jolanda è molto versatile e ben si presta a diverse varianti. E' una torta semplice, morbida e aromatica, al profumo di limone. In questo caso, ho optato di preparare una mezza dose dell'impasto per una versione di crostata morbida, utilizzando un particolare stampo per crostata cannellata rialzata, che consente di arricchirla a piacere secondo i gusti con una golosissima farcitura. Il risultato è delizioso, gustosi strati composti da una raffinata delicatezza, cioccolatosa e croccante.


Torta Jolanda

Ingredienti
150 g di farina
100 g di zucchero
2 uova
30 ml di olio di semi
30 ml di acqua
succo di mezzo limone
buccia di limone grattugiata
1/2 bustina di lievito per dolci
Per la farcia:
Nocciolata senza latte  Rigoni di Asiago
granella di nocciole tostate

Attrezzature utili: stampo per crostata cannellata rialzata Pavoni


Procedimento

In una ciotola, lavorare le uova con lo zucchero con le fruste, fino a far diventare il composo bianco e spumoso. Aggiungere l'olio a filo, il succo di limone e la buccia grattugiata. Unire la farina setacciata con il lievito, delicatamente, incorporandola al composto. Versare nello stampo per crostata diam. cm 26, imburrato e infarinato, cuocere nel forno caldo a 170°C per circa 30 minuti, o fino a doratura facendo la prova stecchino per verificare la cottura. Una volta pronta, sfornare la torta e lasciarla raffreddare nello stampo posto su una gratella. Sformare il dolce e lasciarlo capovolto, in modo da poterlo farcire con la crema di cacao e nocciole fusa, aiutandosi con un cucchiaio per spalmare bene. Prima di servire, cospargere la superficie con granella di nocciole tostate e confettini di cioccolato.


Ricetta originale Torta Jolanda

Ingredienti
300 g di farina
200 g di zucchero
4 uova
1 tazza di caffè di olio semi
1 tazza di caffè di acqua
succo di limone
o buccia di limone grattugiata
1 bustina di lievito per dolci

Per la preparazione seguire il procedimento già descritto in alto, ma senza farcia. Utilizzare uno stampo rettangolare o rotondo, della grandezza di una torta bassa. Spolverizzare a piacere con zucchero a velo.


Prova una variante!
. Si può aromatizzare con il succo e la buccia di un'arancia in sostituzione del limone.
. Si può farcire con marmellate biologicche di vari gusti, con creme, ganache al cioccolato fondente o bianco.






Pubblicato da Seddy

Torta Jolanda

20 gennaio 2016

Zuppa di lenticchie e funghi con crostini di pane


Fa freddo e, stranamente, fuori scendono, bianchi e lievi, piccoli fiocchi di neve.
La scodella blu cobalto della nonna, dalla cavità ingiallita e corrosa, con inserti dorati a forma di croce, appare vissuta. Oltre il tempo, custodita tra gli oggetti preziosi, s'intravede dietro i vetri di una cristalliera, attende prima di offrire una calda zuppa di legumi, confortante e fumante. Nei frammenti di immagini, cavalieri trionfanti dalle battaglie, fanno ritorno cavalcando fieri i loro cavalli.
Al passato, appartengono fotogrammi dell'anima e della mente, scorrono tutti insieme e così ti abbandoni facilmente alle tante emozioni. Valgono più di mille stelle accese! Scopri attimi per sempre, brevi e intensi, a ripetizione di ciò che, nel silenzio della memoria, non ti abbandonerà mai.
Lei, la domenica mattina, con passo sicuro e tranquillo, dal portamento distinto, si recava silenziosa in chiesa. Indossava scarpine nere lucide e stretta nel bel cappotto blu, sfoggiava sulla nuca un elegante chignon dalla treccia a quattro ciocche. Incantevole!
Ogni cosa che le appartiene, risplende sotto la luce e brilla di luce propria, attirando lo sguardo assetato di chi ha voglia di rivivere momenti perduti. E' così.
Piccoli angoli nascosti dagli antichi splendori, sussurrano parole già udite in abbracci mancati. Il desiderio di fuga, perdendosi  nei ricordi d'infanzia, cresce con l'età, riflesso d'oro e d'argento nel lampo nitido di gesti e luoghi. Ancora oggi... bagliori risaltano agli occhi. Bolle e ribolle, un pentolino di smalto blu con le patate, nel cucinino stretto e buio comunicante con il soggiorno. Vicino al ticchettio della sveglia che scandisce le ore liete, il pane con la mollica profumata è riposto nella dispensa di legno scuro. Le mani grandi, dalle dita lunghe e le unghie perfettamente ovali, si affrettano a porgere patate lesse appena pronte alla bimba impaziente, sotto la protezione del buon Gesù, l'enorme crocifisso appeso alla parete. Un ritratto nuziale in bianco e nero è sul comò, proprio accanto agli orecchini ottocenteschi con perle incastonate e smeraldi c'è una coroncina del Rosario a grani neri; mentre un cucchiaino di ottone dal manico col cavaluccio e un canovaccio tessuto al telaio con le iniziali blu ricamate si posano su un tavolo. Il blu segna le cose che raccontano piccole storie di te.
Farei di tutto per tornare bambina un breve istante, scalerei montagne altissime dalle vette irraggiungibili!
Senza sosta, allegra e pensosa, giocare nei caldi pomeriggi, salire le scale e scenderle all'impicchiata, scivolando sul corrimano liscio e limpido.
Su e giù, poi di nuovo, vertiginosamente...


Zuppa di lenticchie e funghi con crostini di pane

Ingredienti
250 g di lenticchie
10 g di funghi porcini secchi
trito di carota, cipolla e sedano
pancetta a dadini, a piacere
2 cucchiaini di doppio concentrato di pomodoro Mutti
olio extravergine di oliva
800 ml di acqua 
2 foglie di alloro
sale e pepe
fette di pane casareccio

 

Procedimento

In una casseruola, scaldare 3 cucchiai di olio e unire il misto per soffritto (sedano, carota e cipolla tritati finemente), lasciarlo appassire pochi minuti a fuoco moderato. Aggiungere la pancetta e i funghi (precedentemente ammollati per 10 minuti in acqua fredda),unire il concentrato di pomodoro, le foglie di alloro, versare l'acqua, aggiungere le lenticchie e cuocere, coperte per 30-40 minuti circa, a fuoco lento. A cottura ultimata, frullare una parte di lenticchie e unire al resto della zuppa in modo che risulti ben soda. Regolare di sale e pepe. Versare la zuppa nelle ciotole e servire ben calda accompagnata con i crostini di pane casareccio tostati.




Pubblicato da Seddy

Zuppa di lenticchie e funghi con crostini di pane