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8 maggio 2013

Profumo di fiori d'arancio



8 maggio 1978


Un cuore dolce: Felicia Impastato

- Quella sera Felicia aspettava il figlio Peppino, doveva rientrare per l'ora di cena...
"Quella notte non abbiamo dormito",  dicono i compagni...
In quella bellissima terra a maggio si respira il profumo dei fiori d'arancio.
  

Essere madre o genitore è il mestiere più difficile al mondo, l'assolvere tale funzione, tanti doveri e responsabilità, ma anche il compito più naturale, considerando che l'amore verso la propria creatura è immenso, il vero amore, quello con la A maiuscola. Dare una vita, far nascere, assume un significato sublime, se si pensa alla consapevolezza che, sebbene sia un qualcosa che nasce e si porta dentro, nulla appartiene e che non ci sia niente di più grandioso nel generare un essere offrendogli la vita e il senso della libertà.
Quella di un uomo valoroso è la storia Peppino Impastato (5 gennaio 1948 - 8 maggio 1978), in virtù di quella libertà egli combatte, è la sua giovinezza. L'amore verso la propria terra, per la Bellezza, le grandi idee politiche, culturali e i valori di legalità e giustizia, ne fanno di lui un Eroe, sfida tutto un sistema di soprusi e l'indifferenza, mettendo a rischio e pericolo la propria vita, a difesa della moralità. Un uomo simbolo, fantasioso e originale, contribuisce a costruire attività per il cambiamento della società, sogna un mondo migliore. Il film Cento passi di Marco Tullio Giordana, ripercorre la sua vita, l'infanzia e la famiglia, i compagni, la fondazione del giornalino L'idea socialistala guida contro l'esproprio delle terre a vantaggio dell'ampliamento dell'area aeroportuale, la costituzione dell'associazione Musica e cultura, dove si svolgono attività culturalila fondazione di Radio Aut,  la radio libera e autofinanziata, il suo impegno politico fino alla fine con la sua candidatura.


 " Lunga è la notte
e senza tempo.
Il cielo gonfio di pioggia
non consente agli occhi
di vedere le stelle.
Non sarà il gelido vento
a riportare la luce,
nè il canto del gallo,
nè il pianto di un bimbo.
Troppo lunga è la notte,
senza tempo,
infinita."

Chi non avrebbe voluto stringerle la mano. Felicia Impastato rappresenta la figura dolce e forte di una madre, un esempio per tutte le mamme, un simbolo anche lei contro la lotta alla non violenza. Ascoltando la sua voce e il suo racconto, mamma Felicia ci teneva troppo a questo figlio, così intelligente e attivo da esporsi sempre in prima persona, tanto da immaginare il peggio, standogli sempre vicina. Nonostante l'inferno che ci fosse in casa sua, lei donna del sud, lo ha sempre sostenuto, contro il marito e il paese, lo ha protetto come solo un genitore sa fare prendendosi cura, senza mai "perderlo d'occhio", Peppino non sopportava "l'ingiustizia". Una madre orgogliosa Felisa, di questo figlio cresciuto con i giusti valori, ma una ferita aperta che si placa soltanto al pensiero che Peppino sia un esempio per tutti, impossibile da dimenticare. "Come si fa a sopportare...come si fa", costituita parte civile ha difeso sempre suo figlio per arrivare a fare riemergere la verità, sin dal principio depistata a discapito dell'immagine di Peppino, di quel 9 maggio del 1978. Madre piena di vita e dignitosa Felisa: "Avete resuscitato mio figlio"
 
Seduto se ne stava
e silenzioso
stretto a tenaglia
tra il cielo e la terra
e gli occhi
fissi nell'abisso.

ESSERE LIBERI.

Pubblicato da Fulvia

Profumo di fiori d'arancio

6 aprile 2013

Merci. Un cadeau.





NON AVER PAURA, SONO IO

Non aver paura, sono io. Non senti che
 su te m’infrango con tutti i sensi? 
Ha messo ali il mio cuore
 e ora vola candido attorno al tuo viso. 

Non vedi la mia anima innanzi a te
 adorna di silenzio? 
E la mia preghiera di maggio
 non matura al tuo sguardo come su un albero?

 Se sogni, sono il tuo sogno
 ma se sei desto sono il tuo volere;
 padrone d’ogni splendore 
m’inarco, silenzio stellato,
 sulla bizzarra città del tempo.

                                           Rainer Maria Rilke 

Pubblicato da Fulvia

Merci. Un cadeau.

8 marzo 2013

L'arte di Wanda Berasi



In occasione dell'Argillà, tradizionale appuntamento del Festival della Ceramica, per le vie di Faenza si intravede e rimane impressa l'elegante figura di una donna, è l'artista Wanda Berasi. Vestita di nero, una mantellina leggera snellisce ancora di più il suo personale, un simpatico cappellino le incornicia il volto, l'espressione lieta, in bicicletta visita gli stand all'inizio di un caldo settembre. 


La ceramista Muky Vaiolet, al secolo Wanda Berasi, nasce a Trento, dopo aver vissuto a Bolzano, a Roma (tra i suoi maestri: lo scultore Marino Mazzacurati, il pittore Renato Guttuso, lo scultore Leoncillo Leonardi) e a Innsbruck, da 50 anni risiede e lavora a Faenza. A partire dagli anni cinquanta, frequenta e lavora presso lo Studio Ceramico del grande artista scultore ceramista Domenico Matteucci. Poetessa, ha prodotto 8 libri di poesia, promotrice culturale, ha esposto in molte gallerie e musei, centinaia di mostre e  riceve premi prestigiosi in Italia e all'estero. Il suo interesse è per la creazione di installazioni multimateriche dove la ceramica svolge un ruolo centrale. Nel 2004 ha donato i suoi ’Presepi contro …’ alla Fondazione Opera Campana dei Caduti di Rovereto. Nella sua splendida dimora sono passati i più grandi pittori, scrittori e personaggi dello spettacolo e della cultura.


"...sveltissima, acuta e precisa, 
tutte cose che vanno bene per queste discipline 
perchè l'arte è anche vestire.."
                                      Wanda Berasi

Intervista a Wanda Berasi detta Muky_ Prima parte   


Intervista a Wanda Berasi detta Muky_ Seconda parte 
  


Pubblicato da Fulvia

L'arte di Wanda Berasi

14 febbraio 2013

VDAY One Billion Rising - 14 febbraio 2013



One Billion Rising: Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.   



One Billion Rising, campagna globale contro la violenza sulle donne e ragazze, organizzata dal movimento internazionale V-day, per sensibilizzare e attirare maggiormente l'attenzione sul grave problema. Le statistiche sono paurose, nel mondo una donna su tre subisce violenza nella sua vita. Le dimensioni sono allarmanti, circa un miliardo di donne, da cui il nome della campagna. Un atto di solidarietà di donne e uomini di tutto il mondo, insieme contro gli abusi sulle donne ballando a ritmo di musica nelle piazze, un flash mob e balli collettivi come mezzo per diffondere il messaggio: "NO" alla violenza, allo stupro e agli abusi sulle donne 


Pubblicato da Fulvia

VDAY One Billion Rising - 14 febbraio 2013

27 gennaio 2013

Giornata della Memoria e Voglia di Vivere



L'importanza della partecipazione nella Giornata della Memoria, non solo per ricordare, ma per esprimere un pensiero interiorizzato e costante nel non dimenticare il senso della libertà.
Una riflessione nel rispetto della dignità sociale contro tutti i tipi di discriminazione, malvagità, atti e gesti vergognosi scaturiti dall'ignoranza e dall'insensibilità del genere umano.
Da un libro un film, intenso, toccante e commovente, un documento portatore di un messaggio positivo: la speranza.


"Anni d'infanzia", romanzo autobiografico, scritto dallo scienziato olandese Jona Oberski e pubblicato nel 1978, dal quale è stato tratto il film "Jona che visse nella balena" dal regista Roberto Faenza nel 1993. Ricordi terribili, memorie impresse nella mente di un bambino, la storia vera e la cruda realtà vissuta dall'autore, un bimbo che a soli 3 anni insieme ai suoi genitori viene rinchiuso in un lager, privato del suo mondo di sogni e di giochi, sotto i suoi occhi le atrocità di un campo di concentramento di Berger-Belsen, testimone degli orrori del periodo della seconda guerra mondiale durante le persecuzioni razziali naziste contro gli Ebrei da parte di Hitler. Jona attraversa tutta la fase della prigionia, affronta la morte del padre e il grande dolore della madre che provata dalle sofferenze fisiche e mentali non sopravviverà dopo la liberazione. Proprio nelle parole della madre è contenuto un messaggio di speranza "guarda sempre il cielo e non odiare mai nessuno", per un bimbo rimasto solo e dalla famiglia distrutta, insegna fiducia e trasmette serenità nell'andare avanti sempre con forza e coraggio senza arrendersi mai. La voglia di vivere. 



Pubblicato da Fulvia

Giornata della Memoria e Voglia di Vivere

25 novembre 2012

Orizzonti Lontani



"Non accontentarti dell'orizzonte, cerca l'infinito." 
 Jim Morrison 



GO ON...


WONDER!

"Non arrenderti mai, perchè quando pensi che sia tutto finito, è il momento in cui tutto ha inizio."
Jim Morrison 


                                      
James Douglas Morrison (1943-1973), poeta ispirato dal forte istinto alla scrittura, scrisse centinaia di pagine di poesie, aneddoti, epigrammi, saggi, racconti, soggetti e sceneggieture, solo per caso arriva alla musica, straordinario e leggendario protagonista del rock.

da AUTOINTERVISTA di Jim Morrison

... Ho sempre voluto scrivere, ma ho sempre pensato che non sarebbe roba buona fino a che la mia mano non avesse preso la penna e cominciato a muoversi per conto suo, con me assolutamente non coinvolto, per così dire. Come la scrittura automatica. Ma non è mai successo.
... Scrivevo in quei notes una notte dopo l'altra. Ma se non li avessi buttati via non avrei mai scritto niente di originale...
... ed ecco perchè la poesia mi alletta così tanto - perchè è eterna. Fin quando ci sarà gente, la gente potrà ricordarsi parole e combiazioni di parole. Nient'altro come la poesia e le canzoni ha la possibilità di sopravvivere a un olocausto...
... Se la mia poesia cerca di arrivare a qualcosa, è liberare la gente dai modi limitati in cui vede e sente.

Los Angeles, 1969-71 
IF ONLY I

                                                    If only I                                                
   could feel
The sound
   of the sparrows
& feel child hood
   pulling me
     back again

If only I could feel
   me pulling back
     again
& feel embraced
   by reality
     again
I would die
   Gladly die

SE SOLO POTESSI

Se solo
  potessi sentire
Il canto
  dei passeri
e sentire l'infanzia
  trascinarmi indietro
    di nuovo 

Se solo potessi sentirmi
  trascinare indietro
    di nuovo
e sentirmi abbracciato
  dalla realtà
    di nuovo
io morirei
  Morirei felice

Copyright© tutti i diritti immagini sono riservati.

Pubblicato da Fulvia

Orizzonti Lontani

2 novembre 2012

'A Livella e l'umanità: Antonio De Curtis (Totò)




"Di notte quando sono a letto, nel buio della mia camera, sento due occhi che mi fissano, mi scrutano, mi interrogano. Sono gli occhi della mia coscienza."


L’Italia è bella in lungo e in largo, la gente e l'orgoglio di farne parte. Tuttavia, la scelta a caso, senza nessun legame, c’è un popolo italiano prediletto, quello dei Napoletani. Genialità artistica e simpatia a parte, una particolarità nel rendere liberi i sentimenti …emozionando. Napoli metropoli del sud, città di vicoli e piazze, dalle infinite bellezze, il Regno di Napoli e il fascino della sua storia. Nei classici e nei moderni, dal teatro, dal cinema e dalla musica, emergono appassionati sentimenti puri, veri, smuovono l'animo; con il suo bel modo di porsi, il "principe" del sorriso, del popolo, del teatro, semplice, Antonio De Curtis mette in risalto la sua arte, le doti di poeta e la grande umanità e sensibilità straordinaria nella sua opera 'A livella, l'uguaglianza dei vivi. Molto conosciuto nella veste di comico e attore cinematografico, nei suoi versi lascia in rilievo la ricchezza umana di Totò.

Una voce giunge da un tempo e ancora, recita con fraterna passione e sentimento, gli occhi meravigliati da bimba seguono i gesti mimici, la bocca, denti bianchissimi, adotta la padronanza dialettale del napoletano, tra simpatici scioglilingua misti al sapore delle sfogliatelle, ancor più sbalordita e festosa ascolta il racconto:

'A livella

Ogn'anno, il due novembre, c'è l'usanza
per i defunti andare al Cimitero.
Ognuno ll'adda fà chesta crianza;
ognuno adda tené chistu penziero.

Ogn'anno, puntualmente, in questo giorno,
di questa triste e mesta ricorrenza,
anch'io ci vado, e con dei fiori adorno
il loculo marmoreo 'e zi' Vicenza.

St'anno m'é capitato 'navventura...
dopo di aver compiuto il triste omaggio
(Madonna!) si ce penzo, che paura!
ma po' facette un'anema e curaggio.

'O fatto è chisto, statemi a sentire:
s'avvicinava ll'ora d'à chiusura:
io, tomo tomo, stavo per uscire
buttando un occhio a qualche sepoltura.

"Qui dorme in pace il nobile marchese
signore di Rovigo e di Belluno
ardimentoso eroe di mille imprese
morto l'11 maggio del '31".

'O stemma cu 'a curona 'ncoppa a tutto...
...sotto 'na croce fatta 'e lampadine;
tre mazze 'e rose cu 'na lista 'e lutto:
cannele, cannelotte e sei lumine.

Proprio azzeccata 'a tomba 'e 'stu signore
nce stava 'n 'ata tomba piccerella,
abbandunata, senza manco un fiore;
pe' segno, sulamente 'na crucella.

E ncoppa 'a croce appena se liggeva:
"Esposito Gennaro - netturbino":
guardannola, che ppena me faceva
stu muorto senza manco nu lumino!

Questa è la vita! 'ncapo a me penzavo...
chi ha avuto tanto e chi nun ave niente!
Stu povero maronna s'aspettava
ca pur all'atu munno era pezzente?

Mentre fantasticavo 'stu penziero,
s'era ggià fatta quase mezanotte,
e i 'rimanette 'nchiuso priggiuniero,
muorto 'e paura... nnanze 'e cannelotte.

Tutto a 'nu tratto, che veco 'a luntano?
Ddoje ombre avvicenarse 'a parte mia...
Penzaje: stu fatto a me mme pare strano...
Stongo scetato... dormo, o è fantasia?

Ate che fantasia; era 'o Marchese:
c'o' tubbo, 'a caramella e c'o' pastrano;
chill'ato apriesso a isso un brutto arnese;
tutto fetente e cu 'na scopa mmano.

E chillo certamente è don Gennaro...
'omuorto puveriello...'o scupatore.
'Int 'a stu fatto i' nun ce veco chiaro:
so' muorte e se ritirano a chest'ora?

Putevano sta' 'a me quase 'nu palmo,
quanno 'o Marchese se fermaje 'e botto,
s'avota e tomo tomo... calmo calmo,
dicette a don Gennaro: "Giovanotto!

Da Voi vorrei saper, vile carogna,
con quale ardire e come avete osato
di farvi seppellir, per mia vergogna,
accanto a me che sono blasonato!

La casta è casta e va, sì, rispettata,
ma Voi perdeste il senso e la misura;
la Vostra salma andava, sì, inumata;
ma seppellita nella spazzatura!

Ancora oltre sopportar non posso
la Vostra vicinanza puzzolente,
fa d'uopo, quindi, che cerchiate un fosso
tra i vostri pari, tra la vostra gente".

"Signor Marchese, nun è colpa mia,
i'nun v'avesse fatto chistu tuorto;
mia moglie è stata a ffa' sta fesseria,
i' che putevo fa' si ero muorto?

Si fosse vivo ve farrei cuntento,
pigliasse 'a casciulella cu 'e qquatt'osse
e proprio mo, obbj'... 'nd'a stu mumento
mme ne trasesse dinto a n'ata fossa".

"E cosa aspetti, oh turpe malcreato,
che l'ira mia raggiunga l'eccedenza?
Se io non fossi stato un titolato
avrei già dato piglio alla violenza!"

"Famme vedé... piglia 'sta violenza...
'A verità, Marché, mme so' scucciato
'e te senti; e si perdo 'a pacienza,
mme scordo ca so' muorto e so mazzate!...

Ma chi te cride d'essere... nu ddio?
Ccà dinto, 'o vvuo capi, ca simmo eguale?...
...Muorto si' tu e muorto so' pur'io;
ognuno comme a 'na'ato è tale e qquale".

"Lurido porco!... Come ti permetti
paragonarti a me ch'ebbi natali
illustri, nobilissimi e perfetti,
da fare invidia a Principi Reali?".

"Tu qua' Natale... Pasca e Ppifania!!!
T''o vvuo' mettere 'ncapo... 'int'a cervella
che staje malato ancora È fantasia?...
'A morte 'o ssaje ched''e?... è una livella.

'Nu rre, 'nu maggistrato, 'nu grand'ommo,
trasenno stu canciello ha fatt'o punto
c'ha perzo tutto, 'a vita e pure 'o nomme:
tu nu t'hè fatto ancora chistu cunto?

Perciò, stamme a ssenti... nun fa' 'o restivo,
suppuorteme vicino - che te 'mporta?
Sti ppagliacciate 'e ffanno sulo 'e vive:
nuje simmo serie... appartenimmo â morte!". 



Florine Asch: Scorcio Napoli (Acquerello)
L'acquerello è tratto dal volume Mes carnets d'Italie (2000) di Florine Asch, artista francese. Percorrendo  l'Italia, in un moderno grand tour, nel suo itinerario emotivo dando corpo al pensiero, ferma l'attimo di uno scorcio o una piazzetta su un taccuino da viaggio. Disegni originali, veri e propri appunti, veloce, attento e minuzioso nei particolari trionfa il colore lasciando traccia indelebile di racconti personali. 



Pubblicato da Fulvia

'A Livella e l'umanità: Antonio De Curtis (Totò)

22 ottobre 2012

Giorno dopo giorno: EMERGENCY e la Cultura della PACE




"L'egoistico bisogno di astrarsi dalla realtà circostante dei nostri giorni è forte, concentrandosi sulle proprie condizioni di vita spesso porta a un conseguente atteggiamento di indifferenza di fronte a tragici scenari che esistono e persistono nel tempo. Soltanto un’apertura mentale verso una realtà più vera, più scomoda e scoraggiante rispetto alla propria, non sentendosi e ritenendosi “estranei”, ma parte di essa, attraverso l’impostazione di un cambio direzionale al proprio sguardo, estendendolo al mondo, fissando il globale, potrà rappresentare un approccio umanamente positivo e solidale. Nessuna utopia per alcuni uomini, per fortuna, si tratta di un lavoro costante, portato avanti con attenzione e determinazione verso certi aspetti di primaria importanza, quello che deve essere per necessità una priorità per migliorare le condizioni di vita, salvare vite dalla morte, di ciò che rappresenta il "prossimo". Come sarebbe bello se questo pensiero appartenesse a tutti gli uomini di questa terra e ognuno ragionasse avendo questa visione: "sto bene se tu stai bene, nel rispetto del prossimo la parità di dignità, la tua e la mia insieme, riflesse reciprocamente". Ogni uomo dal comportamento normale sarebbe degno di essere considerato straordinario. Solo, in esclusiva, dando un senso alla vita degli altri, si darebbe un senso alla propria vita, a difesa dei più deboli contro ogni forma di potere e di prevaricazione e di sopraffazione, di violenza e di orrori della guerra dovuti al pensiero mediocre che la guerra sia uno strumento necessario per risolvere dei problemi. Queste non rappresentano delle parole a caso se il sentire nasce da dentro, dal più profondo del cuore, diventano una credenza, una vocazione e missione, che si mette in atto giorno per giorno operando nello specifico, non si tratta di un altro pianeta sconosciuto …è il nostro pianeta! L’importanza nel diffondere la cultura della pace fra le giovani generazioni, messa in pratica con i comportamenti, porta automatico l’interiorizzare i principi della non violenza, verso una migliore conoscenza dei diritti umani e tutta la comprensione necessaria nel tutelarli. Emergency, associazione umanitaria italiana, tra i fondatori, Gino Strada, medico specializzato in chirurgia d'urgenza, da 18 anni è presente, impegnata su tutti i fronti di guerra, dall’Afghanistan alla Somalia, dall’Iraq alla Cambogia, per la cura e la riabilitazione delle vittime di guerra e delle mine antiuomo. In questi territori in cui le vittime sono soprattutto civili e il danno è devastante, Emergency dal 1994 a oggi ha curato in modo professionale oltre 4.794.000 persone in 16 Paesi, spesso in condizioni estreme e non ottimali ottenendo risultati straordinari. Sostegno e motivo di vanto per gli obiettivi mirati a portare sollievo alle sofferenze, per lo scopo di riabilitare e riportare alla vita, che sia motivo d’orgoglio nazionale per la sua concretezza sempre. Emergency "una goccia nel mare delle vittime", una grande goccia, l'importante è che ci sia, che si moltiplichi e cresca giorno dopo giorno, insieme alla Cultura della Pace nel tempo."
                                                                
                                                                                                                                       Seddy
                                                                     



UOMO DEL MIO TEMPO

Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
Quando il fratello disse all’altro fratello:
«Andiamo ai campi». E quell’eco fredda, tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
Salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.
                                                     Salvatore Quasimodo
       





Pubblicato da Fulvia

Giorno dopo giorno: EMERGENCY e la Cultura della PACE

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