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14 febbraio 2015

IOSTOCONERRI


Solidarietà per lo scrittore Erri De Luca, a sostegno dell'onestà intellettuale e del coraggio di battersi per una giusta causa, in difesa della libertà di parola e di pensiero.


#iostoconerri


"Sul banco degli imputati
mi piazzano da solo,
ma solo lì potranno.
Nell'aula e fuori,
isolata è l'accusa."

  - Erri De Luca, La parola contraria -


Due

Quando saremo due saremo veglia e sonno
affonderemo nella stessa polpa
come il dente di latte e il suo secondo,
saremo due come sono le acque, le dolci e le salate,
come i cieli, del giorno e della notte,
due come sono i piedi, gli occhi, i reni,
come i tempi del battito
i colpi del respiro.
Quando saremo due non avremo metà
saremo un due che non si può dividere con niente.
Quando saremo due, nessuno sarà uno,
uno sarà l'uguale di nessuno
e l'unità consisterà nel due.
Quando saremo due
cambierà nome pure l'universo
diventerà diverso.

 - Erri De Luca, Solo andata -



Mamm'Emilia

In te sono stato albume, uovo, pesce,
le ere sconfinate della terra
ho attraversato nella tua placenta,
fuori di te sono contato a giorni.

In te sono passato da cellula a scheletro
un milione di volte mi sono ingrandito,
fuori di te l'accrescimento è stato immensamente meno.

Sono sgusciato dalla tua pienezza
senza lasciarti vuota perché il vuoto
l’ho portato con me.

Sono venuto nudo, mi hai coperto
così ho imparato nudità e pudore
il latte e la sua assenza.

Mi hai messo in bocca tutte le parole
a cucchiaini, tranne una: mamma.
Quella l'inventa il figlio sbattendo le due labbra
quella l'insegna il figlio.

Da te ho preso le voci del mio luogo,
le canzoni, le ingiurie, gli scongiuri,
da te ho ascoltato il primo libro
dietro la febbre della scarlattina.

Ti ho dato aiuto a vomitare, a friggere le pizze,
a scrivere una lettera, ad accendere un fuoco,
a finire le parole crociate, ti ho versato il vino
e ho macchiato la tavola,
non ti ho messo un nipote sulle gambe
non ti ho fatto bussare a una prigione
non ancora,
da te ho imparato il lutto e l'ora di finirlo,
a tuo padre somiglio, a tuo fratello, 
non sono stato figlio. 
Da te ho preso gli occhi chiari
Non il loro peso
A te ho nascosto tutto.

Ho promesso di bruciare il tuo corpo
di non darlo alla terra. Ti darò al fuoco
fratello vulcano che ci orientava il sonno.

Ti spargerò nell'aria dopo l'acquazzone
all'ora dell'arcobaleno
che ti faceva spalancare gli occhi.

- Erri De Luca, Il contrario di uno -


Pubblicato da Fulvia

IOSTOCONERRI

8 maggio 2013

Profumo di fiori d'arancio



8 maggio 1978


Un cuore dolce: Felicia Impastato

- Quella sera Felicia aspettava il figlio Peppino, doveva rientrare per l'ora di cena...
"Quella notte non abbiamo dormito",  dicono i compagni...
In quella bellissima terra a maggio si respira il profumo dei fiori d'arancio.
  

Essere madre o genitore è il mestiere più difficile al mondo, l'assolvere tale funzione, tanti doveri e responsabilità, ma anche il compito più naturale, considerando che l'amore verso la propria creatura è immenso, il vero amore, quello con la A maiuscola. Dare una vita, far nascere, assume un significato sublime, se si pensa alla consapevolezza che, sebbene sia un qualcosa che nasce e si porta dentro, nulla appartiene e che non ci sia niente di più grandioso nel generare un essere offrendogli la vita e il senso della libertà.
Quella di un uomo valoroso è la storia Peppino Impastato (5 gennaio 1948 - 8 maggio 1978), in virtù di quella libertà egli combatte, è la sua giovinezza. L'amore verso la propria terra, per la Bellezza, le grandi idee politiche, culturali e i valori di legalità e giustizia, ne fanno di lui un Eroe, sfida tutto un sistema di soprusi e l'indifferenza, mettendo a rischio e pericolo la propria vita, a difesa della moralità. Un uomo simbolo, fantasioso e originale, contribuisce a costruire attività per il cambiamento della società, sogna un mondo migliore. Il film Cento passi di Marco Tullio Giordana, ripercorre la sua vita, l'infanzia e la famiglia, i compagni, la fondazione del giornalino L'idea socialistala guida contro l'esproprio delle terre a vantaggio dell'ampliamento dell'area aeroportuale, la costituzione dell'associazione Musica e cultura, dove si svolgono attività culturalila fondazione di Radio Aut,  la radio libera e autofinanziata, il suo impegno politico fino alla fine con la sua candidatura.


 " Lunga è la notte
e senza tempo.
Il cielo gonfio di pioggia
non consente agli occhi
di vedere le stelle.
Non sarà il gelido vento
a riportare la luce,
nè il canto del gallo,
nè il pianto di un bimbo.
Troppo lunga è la notte,
senza tempo,
infinita."

Chi non avrebbe voluto stringerle la mano. Felicia Impastato rappresenta la figura dolce e forte di una madre, un esempio per tutte le mamme, un simbolo anche lei contro la lotta alla non violenza. Ascoltando la sua voce e il suo racconto, mamma Felicia ci teneva troppo a questo figlio, così intelligente e attivo da esporsi sempre in prima persona, tanto da immaginare il peggio, standogli sempre vicina. Nonostante l'inferno che ci fosse in casa sua, lei donna del sud, lo ha sempre sostenuto, contro il marito e il paese, lo ha protetto come solo un genitore sa fare prendendosi cura, senza mai "perderlo d'occhio", Peppino non sopportava "l'ingiustizia". Una madre orgogliosa Felisa, di questo figlio cresciuto con i giusti valori, ma una ferita aperta che si placa soltanto al pensiero che Peppino sia un esempio per tutti, impossibile da dimenticare. "Come si fa a sopportare...come si fa", costituita parte civile ha difeso sempre suo figlio per arrivare a fare riemergere la verità, sin dal principio depistata a discapito dell'immagine di Peppino, di quel 9 maggio del 1978. Madre piena di vita e dignitosa Felisa: "Avete resuscitato mio figlio"
 
Seduto se ne stava
e silenzioso
stretto a tenaglia
tra il cielo e la terra
e gli occhi
fissi nell'abisso.

ESSERE LIBERI.

Pubblicato da Fulvia

Profumo di fiori d'arancio

6 aprile 2013

Merci. Un cadeau.





NON AVER PAURA, SONO IO

Non aver paura, sono io. Non senti che
 su te m’infrango con tutti i sensi? 
Ha messo ali il mio cuore
 e ora vola candido attorno al tuo viso. 

Non vedi la mia anima innanzi a te
 adorna di silenzio? 
E la mia preghiera di maggio
 non matura al tuo sguardo come su un albero?

 Se sogni, sono il tuo sogno
 ma se sei desto sono il tuo volere;
 padrone d’ogni splendore 
m’inarco, silenzio stellato,
 sulla bizzarra città del tempo.

                                           Rainer Maria Rilke 

Pubblicato da Fulvia

Merci. Un cadeau.

8 marzo 2013

L'arte di Wanda Berasi



In occasione dell'Argillà, tradizionale appuntamento del Festival della Ceramica, per le vie di Faenza si intravede e rimane impressa l'elegante figura di una donna, è l'artista Wanda Berasi. Vestita di nero, una mantellina leggera snellisce ancora di più il suo personale, un simpatico cappellino le incornicia il volto, l'espressione lieta, in bicicletta visita gli stand all'inizio di un caldo settembre. 


La ceramista Muky Vaiolet, al secolo Wanda Berasi, nasce a Trento, dopo aver vissuto a Bolzano, a Roma (tra i suoi maestri: lo scultore Marino Mazzacurati, il pittore Renato Guttuso, lo scultore Leoncillo Leonardi) e a Innsbruck, da 50 anni risiede e lavora a Faenza. A partire dagli anni cinquanta, frequenta e lavora presso lo Studio Ceramico del grande artista scultore ceramista Domenico Matteucci. Poetessa, ha prodotto 8 libri di poesia, promotrice culturale, ha esposto in molte gallerie e musei, centinaia di mostre e  riceve premi prestigiosi in Italia e all'estero. Il suo interesse è per la creazione di installazioni multimateriche dove la ceramica svolge un ruolo centrale. Nel 2004 ha donato i suoi ’Presepi contro …’ alla Fondazione Opera Campana dei Caduti di Rovereto. Nella sua splendida dimora sono passati i più grandi pittori, scrittori e personaggi dello spettacolo e della cultura.


"...sveltissima, acuta e precisa, 
tutte cose che vanno bene per queste discipline 
perchè l'arte è anche vestire.."
                                      Wanda Berasi

Intervista a Wanda Berasi detta Muky_ Prima parte   


Intervista a Wanda Berasi detta Muky_ Seconda parte 
  


Pubblicato da Fulvia

L'arte di Wanda Berasi

14 febbraio 2013

VDAY One Billion Rising - 14 febbraio 2013



One Billion Rising: Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.   



One Billion Rising, campagna globale contro la violenza sulle donne e ragazze, organizzata dal movimento internazionale V-day, per sensibilizzare e attirare maggiormente l'attenzione sul grave problema. Le statistiche sono paurose, nel mondo una donna su tre subisce violenza nella sua vita. Le dimensioni sono allarmanti, circa un miliardo di donne, da cui il nome della campagna. Un atto di solidarietà di donne e uomini di tutto il mondo, insieme contro gli abusi sulle donne ballando a ritmo di musica nelle piazze, un flash mob e balli collettivi come mezzo per diffondere il messaggio: "NO" alla violenza, allo stupro e agli abusi sulle donne 


Pubblicato da Fulvia

VDAY One Billion Rising - 14 febbraio 2013

27 gennaio 2013

Giornata della Memoria e Voglia di Vivere



L'importanza della partecipazione nella Giornata della Memoria, non solo per ricordare, ma per esprimere un pensiero interiorizzato e costante nel non dimenticare il senso della libertà.
Una riflessione nel rispetto della dignità sociale contro tutti i tipi di discriminazione, malvagità, atti e gesti vergognosi scaturiti dall'ignoranza e dall'insensibilità del genere umano.
Da un libro un film, intenso, toccante e commovente, un documento portatore di un messaggio positivo: la speranza.


"Anni d'infanzia", romanzo autobiografico, scritto dallo scienziato olandese Jona Oberski e pubblicato nel 1978, dal quale è stato tratto il film "Jona che visse nella balena" dal regista Roberto Faenza nel 1993. Ricordi terribili, memorie impresse nella mente di un bambino, la storia vera e la cruda realtà vissuta dall'autore, un bimbo che a soli 3 anni insieme ai suoi genitori viene rinchiuso in un lager, privato del suo mondo di sogni e di giochi, sotto i suoi occhi le atrocità di un campo di concentramento di Berger-Belsen, testimone degli orrori del periodo della seconda guerra mondiale durante le persecuzioni razziali naziste contro gli Ebrei da parte di Hitler. Jona attraversa tutta la fase della prigionia, affronta la morte del padre e il grande dolore della madre che provata dalle sofferenze fisiche e mentali non sopravviverà dopo la liberazione. Proprio nelle parole della madre è contenuto un messaggio di speranza "guarda sempre il cielo e non odiare mai nessuno", per un bimbo rimasto solo e dalla famiglia distrutta, insegna fiducia e trasmette serenità nell'andare avanti sempre con forza e coraggio senza arrendersi mai. La voglia di vivere. 



Pubblicato da Fulvia

Giornata della Memoria e Voglia di Vivere

25 novembre 2012

Orizzonti Lontani



"Non accontentarti dell'orizzonte, cerca l'infinito." 
 Jim Morrison 



GO ON...


WONDER!

"Non arrenderti mai, perchè quando pensi che sia tutto finito, è il momento in cui tutto ha inizio."
Jim Morrison 


                                      
James Douglas Morrison (1943-1973), poeta ispirato dal forte istinto alla scrittura, scrisse centinaia di pagine di poesie, aneddoti, epigrammi, saggi, racconti, soggetti e sceneggieture, solo per caso arriva alla musica, straordinario e leggendario protagonista del rock.

da AUTOINTERVISTA di Jim Morrison

... Ho sempre voluto scrivere, ma ho sempre pensato che non sarebbe roba buona fino a che la mia mano non avesse preso la penna e cominciato a muoversi per conto suo, con me assolutamente non coinvolto, per così dire. Come la scrittura automatica. Ma non è mai successo.
... Scrivevo in quei notes una notte dopo l'altra. Ma se non li avessi buttati via non avrei mai scritto niente di originale...
... ed ecco perchè la poesia mi alletta così tanto - perchè è eterna. Fin quando ci sarà gente, la gente potrà ricordarsi parole e combiazioni di parole. Nient'altro come la poesia e le canzoni ha la possibilità di sopravvivere a un olocausto...
... Se la mia poesia cerca di arrivare a qualcosa, è liberare la gente dai modi limitati in cui vede e sente.

Los Angeles, 1969-71 
IF ONLY I

                                                    If only I                                                
   could feel
The sound
   of the sparrows
& feel child hood
   pulling me
     back again

If only I could feel
   me pulling back
     again
& feel embraced
   by reality
     again
I would die
   Gladly die

SE SOLO POTESSI

Se solo
  potessi sentire
Il canto
  dei passeri
e sentire l'infanzia
  trascinarmi indietro
    di nuovo 

Se solo potessi sentirmi
  trascinare indietro
    di nuovo
e sentirmi abbracciato
  dalla realtà
    di nuovo
io morirei
  Morirei felice

Copyright© tutti i diritti immagini sono riservati.

Pubblicato da Fulvia

Orizzonti Lontani

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